martedì 24 marzo 2009

Istantanea Di Un Pensiero

Foglio bianco, speranza di essere riempito, anelito letterario di saggezza, passepartout per pensieri, idee. Invenzione impagabile del genere umano. Pesante fardello a volte, origine di malessere e teatro di nulla di fatto storici, il foglio bianco non è altro che il nostro modo per riconoscere di non saper che dire. A volte può essere il giusto posto dove le parole scelte con accortezza trovano luogo e riparo, come una piccola barca a remi in mezzo alla tempesta che intravede il porto. Bianco è il colore della panna, del lutto per i cinesi, della purezza e della luminosità, dal bianco il rosso, ma dal nero tutti i colori per dirla alla Laozi. Il bianco così come il nero è avvolto dal mistero della creazione, nero tutti i colori, bianco nessun colore: è semplice, antidemocratico, naturale, vivo. Non esiste opposto più lampante che la diametrale opposizione del bianco e del nero. Ma non esiste combinazione più esplosiva e creativa del nero sul bianco, del foglio latteo che interrompe la sua uniformità per lasciare un piccolo spazio al filo nero della scrittura. Dalla scrittura all’arte, dalla pittura dei paesaggi cinesi, bambù ad inchiostro, pittura baimiao buddista chan, alle cose più semplici, dai bozzetti ai grandi esercizi artistici rimasti nella storia, come quelli di Leonardo. Quante cose può dire un foglio bianco, quante promesse, quanto ardore intellettuale, per dirla alla Mao che immaginava la Cina come un enorme foglio bianco su cui scrivere i più nuovi e bei caratteri. Ne può tacere altrettante, diventare fortezza di insicurezza, tormento e difficoltà. Rappresenta un concetto che lambisce l’infinito, come la lacrima che cade senza motivo dal viso, che cresce nelle guance, parte dallo stomaco, stimolato da un’improvvisa emozione. Attimo di perdizione totale ed appartenenza al genere umano, frammento di esistenza che lambisce le estreme propaggini della malinconia nel punto in cui il fiume della tristezza si incontra con quello della più profonda e corale gioia di vivere. Disperazione, esaltazione, yin e yang, nero e bianco, vita e morte, una x su un simbolo, parole di redenzione, storie, intrecci di vicende, o semplici pensieri inutili come questo…foglio bianco, vita, essenza e nulla.

Antonio Liaci

9 commenti:

EstroNascente ha detto...

Parli del foglio come un capriccioso figlio di buona donna, che può risollevare le sorti di un pomeriggio piovoso in cui nessuno sembra ricordarsi che esisti, ma che può allo stesso modo azzerare le tue difese come se nulla fosse.
Mi piace pensare, invece, che il foglio bianco sia nulla più che un'occasione. Che i capricciosi siamo noi, che scriviamo solo quando ci "chiura" (trad. "prude",piccolo omaggio alla mia terra) e quando vorremmo che ci prudesse, non siamo capaci nemmeno di scarabocchiare senza essere pervasi da insoddisfazione perpetua.
Forse per comodità trasliamo sul foglio tutte le insicurezze, tutte le sfaccettature della nostra personalità (che, almeno nel mio caso, è un caotico bazar di impulsi, idee che non prendono mai bene forma ecc. ecc.)

Infine, interessante il tuo "sistema di antitesi" di bianco e nero, diametrali opposizioni, ying e yang e via discorrendo..eppure non so più da quanto cerco una persona che, abbandonando ogni schema logico, la smetta di incentrarsi sui rapporti antitetici (sebbene ci siano tramandati da filosofia che non ha tempo).
Qualcuno che O mi trovi un terzo punto di riferimento nell'equazione,così da abolire questa antipatica differenziazione tra opposti, O che non se ne curi per niente,sotto ogni possibile ambito dello scibile umano.

E scusami, non so nemmeno più su cosa sto cercando di pontificare..so solo che potrei scrivere un libro esclusivamente sul mio odio per gli opposti,quel che se non è A è per forza B blablablablabla.
Ma magari ne riparleremo,visto che il succo del tuo scritto verteva su ben altro.

BEL LAVORO RAGAZZI

La Siepe Oltre la Siepe ha detto...

"La Carta canta, il Pennello danza..."

Antonio Liaci ha detto...

il mio porre in antitesi bianco e nero, la mia "passione" per gli opposti deriva senza dubbio da una pigra accettazione di tutto ciò che ci è stato tramandato sotto forma di filosofia o corrente di pensiero (molto presente nel pensiero cinese che io studio). La pigra accettazione di questi modelli è il male del nostro tempo e trovo il tuo appunto sul cercare una "terza via" molto interssante. Personalmente - poinchè non possono essere altro che personali queste mie elucubrazioni - credo profondamente negli opposti integrati del pensiero cinese.
per quanto riguarda il foglio è proprio vero che rappresenta una proiezione delle nostre omissioni intellettuali e dei nostri limiti, sempre dietro l'angolo, pronti a minare lanostra ispirazione.
Grazie per il tuo intervento. Cerchiamo qui di muovere l'acqua..."L'acqua ferma sui cardini delle porte fa i vermi, l'acqua che si muove genera vita"...

EstroNascente ha detto...

Anzitutto mi correggo: intendevo YIN e YANG.

questi opposti..mi piacerebbe davvero tanto conoscere il pensiero cinese. Se un giorno o l'altro decidessi di scrivere qualcosa a riguardo, ne sarei molto felice.
In ogni caso la questione sulla "terza via" è pure sperequazione mentale, alla base io sono il primo ad essere incapace di trovarla (ammesso che esista e che io non sia un ciarlatano)

presto riceverete un mio piccolo sfogo, spero vi piaccia. Intanto auguri per il buon operato sviluppato finora.

Andrea Gionchetti

Axhell ha detto...

Ciò che è in basso
è come ciò che è in alto;
e ciò che è in alto
è come ciò che è in basso;
per compiere il miracolo
di una cosa unica

Il mondo si basa su questa semplice legge(secondo molti diciamo). Ogni cosa è intrisa dell'una forza polare e dell'altra, non ha senso separare gli opposti, poichè presi singolarmente sono assolutamente neutri. La rappresentazione dello yin e dello yang, è una sfera, un tutt'uno, creata dalla sintesi delle due polarità, non pure, ma l'una intrisa dall'altra. Per questo motivo credo che la singola polarità, presa da sola, sia assolutamtne neutra, inevitabilmente inutile e senza senso. Anche nella scienza un elettrone o un positrone, presi singolarmente non hanno motivo di esistere, ma è l'unione dei due che genera energia. La terza via di cui state parlando, altro non è che una delle possibili sintesi delle due polarità. Non esiste il bianco o il nero, esiste solo quell'infinita schiera di colori che sono generati dalla loro sintesi. Vale lo stesso per il bene e il male. Questa legge ci dice anche che tutto ciò che vale per il basso(microcosmo) vale per l'alto(macrocosmo). Ovviamente questa è la mia interpretazione, ci sarebbe da dire anche altro sulla faccenda, ma limitiamoci, anche perchè è un concetto talmente semplice, che noi esseri umani abbiamo difficolta a capire, ci impantaneremmo ogni due parole su problemi totalmente inutili.


___Axhell___

Mario ha detto...

Nota storica:

- Trismegisto (III sec. a.C. c.ca), fautore della famosa frase "tanto in alto quanto in basso.
- Anassimandro (presocratico), a lui dobbiamo il concetto di opposti alla continua ricerca di un moto di tracotanza rispetto all'altro. Base concettuale da cui il manicheismo sembra aver tratto la sua forza.
- Genesi. Antico testamento (IV sec. a.C., o almeno di quel periodo è la copia + vecchia che possediamo), fa riferimento al concetto di "bene" e "male" come "secondo la legge" e "contravvenendo alla legge" della\e divinità creatrice\i. (concetti, per altro, molto in voga in quel periodo sia per i greci che per i latini)

Tradizione occidentale.
La tradizione orientale, ad una veloce e sommaria esegesi, sembra far riferimento spesso agli stessi concetti.
Ma se di queste tradizioni cercassimo di cogliere, + che le filosofie, le forma mentis che comportano, o che richiedono, la sovrapposizione tra mondo occidentale ed orientale, risulterebbe al vero assai ardua. Non credete?

Mario Viscovo

Mario ha detto...

Chiedo scusa..
Era Anassimene, non Anassimandro..
Non son mai riuscito a non confonderli.. :)

Antonio Liaci ha detto...

la questione per quanto riguarda il pensiero orientale, è ben più complessa dell'opposizione tra macrocosmo e microcosmo. Non si tratta di divisione tra i due...non c'è una netta divisione nel pensiero orientale tra macrocosmo e microcosmo.

Axhell ha detto...

Dalle fonti che ho letto io, ermete trismegisto ha trovato le tovole, dove vi era anche questa "legge". E anche questa fonte è dubbia. Di sicuro non si sà da quale epoca provenissero. Ci sono bei miti di angeli spaziali intergalattici su ste tavole...

Cmq, vuoi per scelta nostra, vuoi per una bella spinta da parte dei potenti, siamo abituati a pensare così...ci interessa solo il risultato, a costo di barattarlo con la vita. Non ci importa di come si ottengono le cose, noi simao la società che semplifica i passaggi o addirittura li elimina del tutto; di conseguenza non ci rimane nulla ne del viaggio ne della meta...
Secondo me questo è uno dei punti che ci separa dal mondo orientale, che se fosse per loro vivrebbero ancora nelle case di legno e fango...Lo dico da non studioso, è solo una considerazione "a pelle" diciamo, non mi distruggete!
Quindi la mia risposta è si, lo credo.
Quello in cui credono gli orientali da millenni, forse lo stiamo scopredo noi adesso attraverso la scienza...non si possono sovrappore due cose del genere. Se andate nelle sezioni scientifiche delle librerie, troverete diversi libri del tipo: il tao e la fisica qunatistica. Ma resta il fatto che noi e loro siamo di due mondi diversi, persino dal punto di vista estetico, tanto per dire una min***ata!!

@antonio liaci:
A me sembrava di aver detto che tra microcosmo e macracosmo non c'è proprio alcuna differenza...perdonami se non sono stato chiaro, ho tirato in ballo lo yin e lo yiang per spiegare quello che volevo dire.