martedì 24 marzo 2009

Conferenza "L'Oriente per noi", presso Verso Oriente (Sabato 21 Marzo 2009)

È interessante notare come, al freddo e al gelo di Corso Vittorio Emanuele II ci sia un vicolo caldo e accogliente pronto ad abbracciarti con il tepore di culture lontane. Questa è l'impressione diretta che può darti un luogo piccolo ma delizioso come “Verso Oriente”, che il sabato 21 di un Marzo incomprensibile ha deciso di allietare i miei sensi.
In occasione della conferenza condotta da Silvio Marconi (antropologo, esperto di Cooperazione allo Sviluppo e di attività interculturali), intitolata “L'Oriente per noi”, si può avere la possibilità di viaggiare nel tempo e nello spazio di etnie, costumi e culture diverse, senza aprire il portafoglio. Sono molte le cose che si possono percepire nelle parole sicure e coinvolgenti dell'antropologo, che si impegna con determinazione a esplicare quanto abbiamo da imparare dall'altra faccia del mondo. Il discorso viene impostato sulle differenze di punti di vista esistenti tra Occidente ed Oriente, i quali hanno decisamente delle fondamenta di fattore diverso. Il primo si basa su uno schema “lineare”, secondo il quale, in qualsiasi campo (artistico, politico, economico, sociale, ecc.), una cosa supera l'altra senza cercare una soluzione pratica che corrisponda effettivamente ad una teorica, cose di tutti i giorni insomma; la seconda invece si basa su un sistema a “rete”, che vede tutto quanto sullo stesso piano, tessendo un sincretismo di idee costruttive, che si destreggia nella società con cognizione di causa. Tutto questo in parole mie, ma tracciando un esempio pragmatico della questione, mentre in Occidente una filosofia superava l'altra in un'estenuante battaglia intellettuale, in Oriente, e più precisamente in Cina, si decideva che si poteva fondere l'etica confuciana con la metafisica buddhista, dando origine alla corrente del Neo-Confucianesimo che andava incontro alle esigenze di tutta la popolazione. Tutto insomma ha sempre avuto un senso ed una forma ben precisa, con la sua storia, che ogni giorno ritornava ad ispirare ogni creazione dei popoli orientali. Fra aneddoti e battute sarcastiche di Silvio Marconi, siamo quindi arrivati ad esaminare in modo del tutto nuovo e originale, la storia di un ventaglio cinese, che in apparenza si dimostra un oggetto di poche pretese, ma che in realtà racchiude l'intera cultura sinica. Nel vento dell'est si respirano simbologie profonde e tecniche sofisticatissime che si fondono (nuovamente) dando un valore alle cose a noi sconosciuto. La teoria e la pratica che si incontrano, con coerenza, in un simpatico gioco di significati spesso impensabili. Ne è un esempio l'aquilone, che tutti noi abbiamo sempre visto come simbolo di libertà e infantile spensieratezza, ma che i cinesi usavano come strumento di guerra per spiare i nemici. La complessità dell'oriente, allora, si riflette su di noi, lasciando uno spunto, non indifferente, su come prendere in esame se stessi e ciò che ci circonda, sotto tutti i punti di vista, andando ad esaminare la questione sin dal principio.
L'ambiente e l'atmosfera della serata ha dimostrato che si può fare, che nella sospensione di questo messaggio fluttuante anche noi ragazzi ci siamo, sempre interessati a capire. Immaginate di conseguenza, quanto può essere curioso e singolare, seguire una discussione di questo tipo, che tocca argomenti lontani ma che risiedono sempre accanto a noi, o meglio “per noi”, in questo Oriente pieno di tesori.

Rubens Lanzillotti


Per maggiori informazioni sul ciclo di eventi: http://www.versoriente.net/default.asp?riferimento=dettaglioEvento&id=149

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