All'inizio è tutto regolare. Un giorno come tanti, all'università. Chi avrebbe mai detto, però, che martedì 24 marzo 2009 , in Aula 11 a Caserma Sani, si sarebbe andati incontro alle pratiche sciamaniche dei Tamang del Nepal. É proprio questo quello che è successo intorno alle 17:00.
Il prof. Romano Mastromattei (esperto di antropologia culturale, con particolare attenzione ai riti) si è applicato per circa due ore nella spiegazione di queste a noi strane tradizioni, difficili da comprendere, e che spesso gli sciamani stessi sono reticenti a spiegare in che consistono. Ma è sempre aperto il dibattito, con alternanza di video dettagliati di alcuni esempi lampanti dei riti in questione (alcuni risalenti addirittura agli anni '80). Parlo esattamente di riti, perché è così che il prof. Mastromattei ce li presenta, niente di diverso da una messa completa, da un processo cultuale, con l'accezione che la seduta è individuale e raramente accompagnata da aiutanti. Ma perché tutto questo? In che consiste? Ebbene, la tradizione ci insegna che si richiama l'intervento di uno sciamano per tutto ciò che è inspiegabile. Nulla di troppo lontano dai medium o dagli esorcisti occidentali. Un esempio possono essere delle malattie persistenti, ad arrivare perfino ai terremoti, nonché a tutti i problemi riguardanti la comunità ed il singolo.
È un qualcosa, insomma, che risiede nelle radici della storia dell'Asia, del continente americano e di quasi ovunque nel mondo a partire dalle società primitive, che per quanto ne sappiamo, potrebbe essere nato dietro casa nostra. L'antropologo però, ci riporta ai Tamang del Nepal, mostrandoci due rituali ai quali lui stesso ha assistito (a quanto pare, due dei tanti). Il primo è effettuato da uno sciamano maschio, che evoca le divinità del pantheon induista, omaggiando in particolar modo Shiva. Elemento fondamentale della pratiche in sé, è il tamburo, la componente musicale dei riti sciamanici è infatti basilare. Lo sciamano comincia, di conseguenza, il suo “viaggio” in trance con la crescente sonorità dello strumento ritmico, unita ad una preghiera mistica che si avvicina ad un lamento. Lo stupore è crescente e la curiosità sta sugli attenti, molte infatti sono le domande, le risposte e le riflessioni scaturite dalla nuova situazione. Si concretizza ancor di più con il secondo rituale, effettuato, questa volta, da una donna sciamano, che cerca di ottenere la pacificazione dell'anima di due donne. La novità, sicuramente, sta nella figura femminile che è molto rara nei Tamang, rappresentando sempre un caso particolare. Sono innumerevoli, quindi, le questioni da affrontare, che rendono sempre più allettante l'argomento esplicato dal prof. Romano Mastromattei, che guadagna certamente attenzione per la sua rinomata esperienza sul campo. La sua conoscenza empirica ci porta infine sino alla rivoluzione maoista nel Nepal, raffigurando i tempi moderni con uno dei pochi video girati nei campi dei ribelli maoisti.
La realtà è diversa, la tradizione osteggiata e rinnegata e la religione combattuta con aggressività. É così che si chiude la conferenza, con bastoni e coltelli di danze militari, che lasciano squarci nella cultura del passato.
Rubens Lanzillotti
Nessun commento:
Posta un commento