Questa è la volta del fraintendimento...
Lo presento come la più infima delle situazioni verificabili nei rapporti umani correnti. Si tratta di un verme neuro-psicologico che striscia all'interno della testa, che abbatte ogni sistema comunicativo esistente. Esso, deliberatamente, rende vana ogni emozione del cuore infettando anche la mentalità più salda, quasi fosse un castello di carta. Oggi, come ieri o domani, si presenta nelle cose di ogni giorno creando situazioni inverosimili e paradossali.
Eppure, le parole, le espressioni, i movimenti sarebbero sufficienti ad intravedere come stanno realmente le cose...
È semplice capire il difficile...
Io nella mia dimensione, tu nella tua...
Non sempre queste cose convergono nello stesso punto tangibile...
Allora si avviano dei processi sconosciuti, delle impressioni sbagliate su cose che rimangono tremendamente soggettive e mai condivise...
Non c'è tempo...
Troppa fretta...
Solo egoismo di prestazione...
Salvaguardare la propria posizione è troppo importante...
Paura...
Messaggi sbagliati...
E l'onda celebrale, che collega il mittente all'emittente, si distorce. Arriva lo stesso però, perdendo la sostanza iniziale durante il tragitto...
Io sono io...
Tu sei tu...
Distruggiamo la visione dell'insieme, del Tu ed Io, la magia della condivisione e uccidiamo la bellezza dell'attimo, totalmente nostro...
Rubens Lanzillotti
7 commenti:
Troppa fretta, troppo velocemente si muovono le persone, i pensieri ed anche questo mio commento, in temporeale pubblicato su internet. Troppa poca attenzione agli altri e troppa falsa attenzione su noi stessi, vero centro del mondo.
L'egocentrismo, male del nostro tempo come la comunicazione senza attesa di contraddittorio. Non parliamo perchè vogliamo entrare in sintonia con gli altri ma per imporre la nostra presenza ed il nostro ego. Ed è in questo momento che le incomprensioni possono sopraggiungere e dettare legge nelle discussioni. Questo è quanto: finchè non saremmo di un passo più distanti dall'individualità, gli "ma io, veramente..." saranno all'ordine del giorno, dell'ora, del minuto, del secondo. Che vogliamo fare?
Sai meglio di me che probabilmente la risposta è proprio questo posto, questo diavolo di blog. Sembra che l'unico modo sia cercare di comunicare andando in contro al rischio ed il pericolo (di essere fraintesi appunto). L'unica cosa da fare è fermare il tempo. Dilatare i dialoghi con attenzione, placando gli animi su cose che fondamentalmente sono condivisibilissime. Il termine "umanità", non a caso, è il simbolo dell'uguaglianza tra le persone, che vivono e patiscono gli stessi mali. Attaccarsi ai puntini sulle "i" non ci salverà. Bisogna vivere un insieme di emozioni. Questo è quanto e non mi sembra poco.
Siamo sempre tutti bravi a parlare; anche se diciamo cose giuste e poi commettiamo errori ci sentiamo sempre nel giusto. L'egoismo e il rancore sono le più grandi armi di distruzione sociale. Sarebbe opportuno discutere sul perchè impugniamo queste armi, ma è comunque molto complicato, perchè si basano su dei nostri costrutti immaginari, personali e collettivi. Sarebbe bello almeno per una volta che, se una persona ci chiedesse un favore, non pensassimo subito di essere sfruttati. Sarebbe bello se, nel momento in cui facciamo un favore, ce lo scordassimo subito, in modo tale da non usarlo come ricatto, come asso nella manica, per far valere a tutti i costi le nostre tesi di persone giuste e corrette.
Il fraintendimento nelle discussioni, non è più il termine adatto, oggi, a mio parere il termine più adatto è "contromossa". Se in una discussione si lascia un buco, una faglia, magari superflua per il discorso principale, l'altro interlocutore(avversario) sfrutterà quella mancaza, quel punto debole per peter avere la meglio(ragione) senza più preoccuparsi di cosa fosse l'argomento principale. Mi capita di continuo...sembra di essere in un tribunale, dove gli avvocati sono pronti ad attaccare al minimo cenno di incertezza, difendendo a testa alta cose abominevoli.
Il bene che facciamo al prossimo, si trasforma in armi nascoste, assi nella manica e ne siamo così pieni e così carichi che basta una piccolissima scintilla, un cenno vagamente ambiguo, che esplodiamo...offendendo, accusando, mortificando...e ci sentiamo sempre delle brave persone...Quando questo accade in una rapporto uomo-donna, succede l'impossibile...Gli uomini, discendenti da un'antica tradizione di maschilismo, che mai avrebbero osato ammettere un errore davanti ad una donna. Le donne, sottemesse publicamente, che disperatamente si appigliano ad ogni stupidaggiene, pur di avere ragione...ed altre cazzate simili..Continuiamo a dare la colpa di un problema a l'altro e lo accusiamo di non essere esse stesso la soluzione... Basterebbe pensare a quello che noi vogliamo dare, senza pensare a quello che lei/loro ci devono. Vi assicuro che si aggiusta tutto, l'ho dimostrato, fidatevi.
Un tempo un mio amico(davide per chi lo conosce) disse che per lui le conversazioni erano delle battaglie. Li per li quasi ridevo...cazzo se aveva ragione...subito dopo ho scritto due righe sulle battaglie di pensiero, poi se ho tmepo le pubblico!
Comunque credo che non ci sia permesso trattare male le persone, specialmente quelle che ci stanno sempre affainco, solo perchè abbiamo paura...abbiamo paura di aver paura...di chi? di cosa?? Secondo me di noi stessi...Secondo voi?
Muoviamo un passo dalla nostra individualità, ci stiamo intossicando!!
Forse non è paura...forse siamo così abituati alla necessità di autoaffermazione che reagiamo senza nemmeno pensare se effettivamente abbiamo bisogno di difenderci..viviamo in un mondo dove non basta esistere per "essere"..bisogna sempre costantemente essere impegnati a dimostrare qualcosa..l'azione di essere impegnati nell'affermazione di qualcosa è diventata di per sè un valore, indipendentemente dal contenuto delle rivendicazioni del momento..
per il resto forse è istintiva paura del rifiuto..possiamo essere talmente sereni con noi stessi da fare in modo che la nostra visione di noi non sia scalfita dal giudizio di chi ci sta attorno?e poi..purtroppo ci sono anche forme di difesa che non implicano il "trattar male" ma che, benchè meno visibili, sono altrettanto sofferte..la menzogna, l'autoillusione, la passività.. l'autoesclusione...
sarebbe bello provare a rischiare di essere tutti un po' più "semplici"..:)
Sono d'accordo, solo la semplicità puòsalvare quello che di buono c'è in noi, oltre alla riflessione su noi stessi
Mi piace pensare che stiamo rischiando già da parecchio, nel fare quello che facciamo e nel cercare dialogo dove non c'è.
Come ho detto nel testo "è semplice capire il difficile". In quanto le cose che appaiono difficili spesso sono solamente gonfiate dal nostro ego, pieno di attenzioni. Allora cominciare col vedere le cose nel modo più semplice possibile è un inizio più che profondo (non superficiale quindi). Azzardare. Osare. E diventare semplici, come autentici, veri...umani.
x Axhell
te la butto lì... solo perchè non ho potuto fare a meno di pensarlo.
stando a quello che hai dici, questo davide ha vinto la sua battaglia in quel discorso... o sbaglio?
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