giovedì 26 marzo 2009

Autoironia

E’ saggezza riconoscere la necessità quando tutte le altre vie sono state soppesate, benché possa sembrare follia a chi si appiglia a false speranze. Ebbene, che la follia sia il nostro manto, un velo davanti gli occhi del nemico.“(J.R.R.Tolkien)


Volevo riflettere su qualcosa che ultimamente mi ha toccato molto da vicino. Posso affermare che è stato un concetto molto violento, crudo, diretto che non ha badato a convenevoli, per cui mi piacerebbe rispondere a tutto ciò con la stessa intensità:

- Scegliere.

- Giusto o Sbagliato.

- L'ambiguità, la dicotomia, l'antinomia.

- Le leggi conflittuali della mia realtà umana.

Ha dell'ironico, certo...il sentimento migliore con cui affrontare la cosa, facendo ricorso allo stato d'animo della vita assunto dai romantici. Recentemente se non avessi fatto ricorso all'autoironia (quella seria, lo stile di vita direi...) non avrei mai raggiunto una conclusione plausibile sulla cosa.

Curioso vero? Eppure sono poche le strade che si possono imboccare davanti alla scelta, perché essa ti mette costantemente alla prova, obbligandoti a fissare dei paletti.“è l'ora di tirare le somme!” ti dice.”Bisogna passare allo stadio successivo...” blatera...e tu lì...come sospeso tra nuvole ultra dimensionali, a immaginare che forse è il caso di dare ascolto a questa coscienza mistica che ti tartassa repentinamente. In fondo non sai se lo stadio successivo sia migliore del primo o di quello precedente. Tu questo non lo sai. Hai paura, il dubbio ti lobotomizza il cervello e la tua ferrea determinazione si arrugginisce in un semplice bicchiere d'acqua. Decidi di prendere tutto come viene allora, accettandolo per ciò che è. Senza pensare. Smettendo di giocare con la clessidra. Allora vai...cominci a camminare, il percorso è difficile e tortuoso, pieno di intralci e trappole pronti ad agguantarti alla minima esitazione presentabile. In qualche modo però ci riesci. Sì, ce la fai. Ne vieni fuori. E superi quel tratto di vita che pensavi impossibile. E per un attimo godi di quel po' di luce che hai tirato fuori da quel sentiero di tenebra. Sai che qualcosa o qualcuno dentro di te ti ha spinto a tanto, sai che c'è stata una pulsione irrazionale a farti fare questo e nulla al mondo avrebbe potuto tagliarti la strada, neanche per vie traverse o cause di forza maggiore. Improvvisamente però...trovi un muro. È molto semplice, non ha niente di diverso da quello che sta nella parte più alta della tua camera prima di andare a dormire...niente...è solo che ha una scritta grigia, che inizialmente non riesci a leggere per la tua impulsività ad andare oltre. Dopo un po' di tempo scorgi una lettera, poi due, poi tre, fino a scrutarne la parola: è il Limite...

“Cosa vuol dire? Cosa significa tutto questo?”ti chiedi infastidito. A quel punto cominci ad esaminare il muro di mattoni in terracotta, pensi di superarlo dal lato, considerato il fatto che non prosegue per molto, e agisci di conseguenza. “Ho fretta!” ti dici nella testa,”Ho troppa fretta!Devo andare!” Quindi prosegui e raggiri il muro...ma come svolti l'angolo non vedi più una strada, non c'è un sentiero, non vi è una minima traccia di terreno percorribile. Non capisci, sei smarrito, lasci la tua scelta all'improvvisazione. Intanto anche da quest'altro lato vedi la scritta grigiastra, che fantasmagorica ti comincia a trapassare quasi fosse una scarica di raggi gamma...cadi a terra, stai tremando, stai soffrendo, sei privo di forze, ti stai rimpicciolendo, internamente muori fino al collasso!...E scompari...

Sei nuovamente davanti ad un muro, lo stesso di prima...ma adesso sei sdraiato su un letto a ridere con amarezza sarcastica come un cazzo di psicopatico!Ahahahahahahah!Hai perso la ragione, ogni tuo principio è caduto. Sei costretto a ripartire da zero, senza niente ma con qualcosa in più. La pazzia. L'aver perso di vista l'oggettività della scelta. Sei in preda all'ambiguità tragica del miserevole Edipo, sei la rappresentazione delle più grandi leggi conflittuali della vita e per sempre così sarai. Senza capire mai cosa è giusto o sbagliato, pronto a cadere su una buccia di banana come Paperino nell'abisso dell'innocenza...


Rubens Lanzillotti

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