lunedì 30 marzo 2009

12 Marzo 1767

Era uno strano pomeriggio quello..


Il pallone sembrava rotolare più veloce..

Ed anche i miei tiri, i miei lanci, le mie intuizioni sembrava fossero dotate di una nuova intelligenza.


La palla correva veloce, scorgeva, attraverso quella logora pelle zozza di fango e quei calzini consumati dal caldo e dal fervore, la volontà che arrivava fino al mio piede, sorprendendo il centravanti nella posizione che avrebbe dovuto avere per meritare la stima e l’entusiasmo di un nuovo gol.


Le cose andavano particolarmente bene quel pomeriggio. Stavo facendo una bella figura con i miei amici. Quel giorno, stavo diventando qualcuno.


Ma Joannes non c’era..

Ciononostante la mia squadra, con la mia intelligenza ed il pallone al mio servizio, stava vincendo anche questa partita. L’ennesima consecutiva, contro tutte le squadre del quartiere.


Non era potuto venire..

Chissà perché?

Spero solo che non sia di nuovo a causa del padre.. un pugno troppo forte a causa di un errore durante gli esercizi di violino..


Strana figura paterna gli aveva affibbiato il destino.

Eppure era un ragazzo tanto acceso, tanto felice, un po’ matto, questo è vero, ma simpatico.

Il padre invece, tutt’altra persona: così brutale, tanto burbero.. chissà perché l’angelo dalle ali bianche l’aveva portato proprio lì.


Chissà se poi è vera ‘sta storia..

Mamma, la settimana scorsa, ha detto che ogni bambino è un desiderio, e che l’angelo esaudisce il desiderio “vero”, non quello che gli uomini dicono con le parole, ma quello che i loro cuori realmente pensano.

Non pensavo che il cuore del padre di Joannes fosse stato in grado di tirar fuori un desiderio così.. in realtà non pensavo che il padre di Joannes avesse un cuore..

Pensa che faccia ha fatto l’angelo quando ha sentito proprio il suo cuore chiamare Joannes!


Ma non voglio fare questi pensieri.

Mamma dice che quello che pensi e non dici si trasforma nelle catene che poi legheranno per sempre i tuoi desideri, e non solo quelli per i bambini.

E poi non posso stare a pensare proprio a chi non c’è, mentre la mia squadra sta attaccando!

Oggi sono io l’eroe della partita!


Passerò alla storia!

Un altro passaggio vincente! Ragazzi che giornata!

E Joannes se la sta perdendo!


Tanto che ne capisce lui!

Meglio così!

Che se ne resti a casa! Con suo padre e i suoi strumenti!

Che se ne resti anche con quei lividi..

Sempre con quella faccia come a dire: “abbiamo tutti 12 anni.. ma voi siete più scemi di me! Valete di meno!”.


Ma chi ti credi di essere? Peccato tu non sia venuto!

T’avrei mostrato io, chi vale qualcosa!

Da domani, sarò Milfred Van Hursern, il re di tutti i passaggi!

E tu?

Tu invece sarai il solito musicista un po’ isolato e un po’ infelice!

Nessuno si ricorderà di te, con quel nome assurdo: Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart!

Ma che nome è!?


Ancora ti ostini a ripeterlo tutto ogni volta che ti presenti a qualcuno..

Lo abbiamo imparato tutti a memoria!

Ma dopo di noi, nessun’altro si ricorderà di te e dei tuoi mille nomi, vedrai!


Ecco di nuovo la palla..

l’avversario è sulla destra!

Palla filtrante..

non la prende!

l’attaccante scatta..

e..

caspita..

si è fatto male..

Un gol in meno non farà la differenza..


Oggi è stata una grande giornata!

Alla faccia tua! Mozart!!



N.B.

Nota Storica: in realtà non son riuscito a trovare nessun tipo di conferma in merito al gioco del calcio a Salisburgo tra il novembre 1766 ed il settembre 1767, periodo che Mozart spese lì.

I fatti di cui ho trovato conferma sono invece il nome di battesimo (quello riportato: Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart) e la fenomenale giornata fortunata della nostra voce parlante.

Milfred, quel giorno, grazie alla sua prestazione, ottene stima e fiducia da tutti i suoi amici.

Questo portò sicurezza e fermezza nel suo carattere, oltre al riconoscimento dell’intera brigata.

Fattori determinanti che sfociarono nel matrimonio con la più bella ragazza di Salisburgo e all'avviamento, senza aiuto alcuno, di un’attività di discreto successo specializzata nella produzione di mobilio di lusso. In particolar modo, sedie e divani.


Era il 12 Marzo 1767..

Riguardo a Mozart..

Non era potuto venire alla partita di campionato, perché impegnato per la prima rappresentazione, nella Sala dei Cavalieri del Palazzo dell’Arcivescovato (di Salisburgo, chiaramente), dell'opera (sua in senso stretto: scritta da lui) Die Schuldigkeit des ersten Gebotes (L’obbligo del primo comandamento).

Mozart è morto a 35 anni..

Milfred.. no.. però aveva le mani stanche e la schiena spezzata dalla fatica..

Traete conclusioni e suggerite..


(Dati storici veri:

http://it.wikipedia.org/wiki/Die_Schuldigkeit_des_ersten_Gebotes)


Come sia andata la partita, ammesso ci sia stata, non posso dirlo con certezza..

Credo abbiano vinto..



Mario Viscovo

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